9 luglio - 16 luglio 1647: dieci giorni sono stati sufficienti a Masaniello per entrare nella storia, per diventare oggetto di denigrazione o di esaltazione, per trasformarsi, comunque, in perdurante elemento della nostra memoria storica e, sicuramente, dell'immaginario collettivo-popolare.

La nostra ricerca costituisce un tentativo di rapportarsi a questo "personaggio" ed alla Rivolta che, pur non essendo soltanto "sua", da lui ha tratto la sua denominazione e, per non pochi aspetti, la sua stessa caratterizzazione.

La rivolta di Masaniello resta, in ogni caso, un evento nodale della storia della nostra città e del nostro paese, un momento di "esplosione" e di "implosione" di tensioni di varia matrice. Essa è difatti un momento ad quem e a quo: ad quem perché ad essa conducono le difficili condizioni di vita che caratterizzano i primi 100 anni del Viceregno Spagnolo di Napoli; a quo perché proprio dalla Rivolta del 1647, dalla sua dinamica interna, dalle ragioni del suo stesso fallimento occorre ripartire, per ritrovare la strada del rinnovamento civile di Napoli nel secolo seguente, fino ed oltre la Repubblica del 1799.

All'interno di una bibliografia, ormai vastissima, che include anche le indispensabili cronache del tempo, la ricerca ha privilegiato il ricorso ai testi storiografici più significativi, a cominciare dalla lucida analisi degli antefatti condotta da Rosario VILLARI, passando poi attraverso l'esemplare ricostruzione di Michelangelo SCHIPA, per approdare, infine, ad interpretazioni più recenti, ma non meno incisive, come quella di Aurelio MUSI. Abbiamo inteso, in tale contesto, evidenziare spunti di ulteriore riflessione su un personaggio e su una vicenda che, continuando a prestarsi a una grande varietà di interpretazioni, difficilmente possono essere ridotti all'unilateralità fattuale dell'evento.