Il contesto storico europeo del Primo Seicento: cenni
L'evento storico che caratterizza tutta la prima metà del XVII secolo è senza dubbio la Guerra dei Trent'anni, il cui andamento finisce col coinvolgere, direttamente o indirettamente, la quasi totalità degli Stati dell'Europa Occidentale.
L'ultima fase del conflitto trentennale, iniziato nel 1618, coincide con gli Anni Quaranta, durante i quali si realizza una particolare congiuntura storica, cioè un complesso di fattori tali da apportare sostanziali modifiche negli assetti socio-politici dei vari paesi belligeranti.
A partire dal 1640 l'ingresso in guerra della Francia, voluto da Richelieu e portato a compimento da Mazarino, mette in crisi le sorti dell'Impero, obbligando la coalizione austro-spagnola al rafforzamento dei dispositivi e degli schieramenti militari.
Soprattutto la Spagna, nel dar fondo a tutte le sue risorse economiche, è costretta ad inasprire ancor più la pressione fiscale, che graverà fortemente non solo al suo interno, ma anche su tutti i territori a lei soggetti. Gli Anni Quaranta, pertanto, si rivelano per la Spagna anni di grave, perdurante e crescente malcontento popolare, destinato a fuoriuscire in molteplici atti di insubordinazione e di rivolta verso il potere centrale. Tali ribellioni risultano evidentemente tanto più aspre ed incisive quanto più vessate sono le già misere zone colpite dal fiscalismo spagnolo.
L'intervento francese in guerra ribalta, al tempo stesso, anche gli equilibri politici preesistenti, creando la possibilità di nuove aggregazioni ed alleanze. La Francia difatti si mostra subito interessata ad alimentare il malcontento anti-spagnolo e ad approfittare dell'agitazione delle "zone calde", per estendere la sua influenza e la sua egemonia e mettere così in maggiore difficoltà gli avversari.
È evidente che, in tale contesto, sia il malcontento popolare dovuto all'inasprimento fiscale, sia la ricerca di nuovi equilibri politici abbiano finito col coinvolgere profondamente anche il Mezzogiorno d'Italia, che, da area del tutto marginale rispetto a un conflitto le cui sorti sono combattute e decise nella lontana Germania, diviene una significativa pedina nello scacchiere del più vasto gioco politico europeo.
Non va d'altronde dimenticato che, mentre Francia, Spagna ed Impero, portano a termine il loro conflitto, ormai secolare, l'Inghilterra degli Anni Quaranta matura, attraverso le atrocità della Guerra Civile, il conflitto tra Corona e Parlamento: il Re Carlo I Stuart ne esce perdente perché sconfitto dal New Model Army di Cromwell nella battaglia di Naseby del 1645, in quello che costituisce il preludio del processo e della condanna a morte dello stesso monarca. Una vera rivoluzione quella inglese, che porta alla ribalta politica le nuove classi emergenti produttive, gentry e gli yeomen, e apre la strada al futuro Costituzionalismo.
È chiaro che in paesi come l'Inghilterra, così lacerata dallo scontro politico armato, o come l'Olanda, che in seguito alla Guerra dei Trent'Anni vede riconosciuta la sua completa autonomia, l'eco delle contemporanee rivolte in altre zone del Continente e, in particolare, la risonanza dei fatti di Napoli risultano grandissime, nonostante il loro esito fallimentare: quelle rivolte e la vicenda di Masaniello in primo luogo vengono vissute come una controprova dell'inesauribile incalzare di rivendicazioni sociali giuste, in quanto provenienti dal basso e tese nella loro sostanza, e ben oltre la loro inefficacia, a minare le basi dell'Assolutismo politico.