I Capitoli

IN NOME DI DIO, DELLA BEATISSIMA VERGINE MARIA DEL CARMINE

Del glorioso S.Gennaro, S. Aniello, S. Antonio da Padova,

Ed altri Padroni e Protettori di questa Fedelissima Città di Napoli; ad onore, conservazione e gloria della Maestà Cattolica del nostro benignissimo Re e Signore, dell'Eminentissimo e Reverendissimo Sig. Cardinale Filomarino nostro Arcivescovo e pastore amatissimo, dell'Eccellentissimo Sig. Duca d'Arcos Viceré e Capitano Generale del Regno di Napoli, padre amorevolissimo di questo Fedelissmo Popolo, e del Sig. Tomaso Aniello d'Amalfi Capo dell'Istesso Fedelissimo Popolo, per mezzo del quale si è compiaciuta Sua Eccellenza in nome di Sua Maestà Cattolica restituirci, ampliarci, confirmarci l'infrascritti privilegi, videlicet.

1. Item, che In primis, questo Fedelissimo Popolo di Napoli vuole un proprio privilegio originale del Re Ferdinando di Aragona della metà delli voti alla Piazza del Fedelissimo Popolo, che fu promessa l restituzione da Ferdinando il Cattolico nell'anno 1505, e se non si trovasse, che Sua Eccellenza procuri averlo quanto prima da Spagna, e fra tanto tutta la Città e tutto il regno goda il detto privilegio in perpetuo.

2. Item, che goda la Città il perdono generale de crimine laese Majestatis quatenus ce fusse incorsa, e così di ogni altra cosa, etiam in persona di Sua Eccellenza, dalli sette del presente mese di Luglio.

3. Item, che l'eletto del Popolo si facci per sei mesi in S. Agostino delle Ottine [circoscrizioni], come concesse Carlo V, in virtù di privilegio che tiene stampato, e non piacendo al popolo detto eletto, ne possano fare un altro.

4. l'eletto sopraddetto abbia tanti voti quanti le have tutta la Nobiltà e se si occorrerà moltiplicare le piazze de' Nobili, si accrescano tante altre voci al Popolo.

5. Item, si per caso detto privilegio non si trovasse, che nessuna gabella stia in piedi, ma se levano tutte, tanto per la città quanto per il regno...

6. Item, che lo donativo novamente imposto dal Signor Duca di Medina se levi, perché nel privilegio di Carlo V non vi è: et se in detto privilegio ce fosse, si obbliga il popolo di darlo, purché non stia nelli margini o vero aggiunto.

7. Item... che Sua Eccellenza prometta fra termine di mesi tre fare venire la ratifica e confirmatione da Sua Maestà per dette prerogative; et che tutto il contenuto si debba scolpire in marmo da ponersi nella P.zza del Mercato, e in tutti altri lochi,

dove vorrà il Popolo a sua elettione.

8. Item, che in nessun altro futuro tempo non si possa mai ponere nessuna gabella, ma havendo bisogno Sua Maestà, vuole il Popolo sovvenirlo con la vita, con la roba, e quanto hanno.

9. Item, che li delinquenti e contumaci napolitani siano liberi et indultati da qualsivoglia loro inquisizione e delitti. Et tutte le giunte [tribunali straordinari], debbiano restare estinte, ma che li negotii si trattino nelli tribunali ordinari e particolarmente che restino assoluti, liberati ed indultati tutti l'inquisiti di contabanni, e che li carcerati per tale causa siano subito escarcerati, tanto napolitani quanto forastieri.

10. Item, che le armi non si debbano levare a detto Popolo in fino a tanto che no se sia dato lo exequatur a detti privilegi e capitoli.

11. Item, che si intendano levate tutte le gabelle, tanto della Regia Corte quanto della fedelissima Città, non solo quelle imposte d'ordine del viceré e nobiltà, ma anco del popolo; ma che siano mantenuti nella possessione che al presente si ritrovano, obtenuta etiam per violenza, di non pagare gabella alcuna e tanco tutti i nuovi imposti et imposizioni che si esigono nella dogana; ma solamente restino in piede quelle che si pagavano al tempo di Carlo V et occorrendo soccorrere alli bisogni del Re nostro Signore, l'habbia da concludere il modo lo eletto del fidelissimo Popolo solamente capitani di strada et consultori.

12. Item, che le chiave dove si conservano li privilegi della Città, una di quelle ne habbia da tenere l'eletto del popolo.

13. Item, in caso che non si ritrovasse lo privilegio originale, conforme di sopra, Sua Eccellenza permetta che il fedelissmo Popolo facci le minute del detto privilegio e di altre grazie che desidera; che Sua Eccellenza ce li concederà per li meriti del detto fedelissimo Popolo.

14. Item, che le azioni fatte dal popolo contro chi ha consultato dette imposizioni ed indebite gabelle, e di chi l'have affittate estorquendo et esigendo quelle con tanta rigorosità in havere abrusciato li mobili di quelli, in loro pena e che detti tali non possino havere giammai voto nelle cose pubbliche nelle administrazione di questa Città.

15. Item, che tutti li forzati di galera, che hanno finito il tempo si habbiano da liberare subito, che le galere veniranno in Napoli; e quelle che sono in Napoli et hanno finito il tempo siano liberati subito.

16. Item, che le cose comestibili si possino e debbiano vendere in tutti i luoghi pubblici, non obstante qualsivoglia proibizione di portolano o altri ministri.

17. Item, che non osservandosi detti capitoli o privilegi, volendo il Popolo pigliare le armi, non si intenda ribellione (quatenus ce ne fosse) di nessuna maniera, ma giusta defensione delle ragioni del popolo.